L’esame di terza media è un passaggio simbolico: segna la fine di un ciclo, l’inizio di nuove strade, la consapevolezza di essere cresciuti. Per molti studenti autistici, però, questo momento può trasformarsi in una sfida enorme se la scuola non è preparata, se non esistono strumenti adeguati, se manca una rete che sostiene davvero.
Per questo oggi vogliamo raccontarvi la storia di Francesco. Una storia che parla di accessibilità, di metodo, di alleanze educative e di ciò che accade quando una scuola sceglie di essere un luogo sicuro.
L’esame di Francesco: quando l’inclusione non è teoria, ma pratica quotidiana

Eccoci qui a raccontarvi, con le parole della sua mamma Francesca, l’esame di terza media di Francesco.
“Francesco ha affrontato gli esami di terza media alla Toscanini di Milano, una scuola che accoglie davvero, dove le classi TEACH diventano un luogo sicuro in cui crescere, imparare e sentirsi visti. È stato un percorso fatto di passi avanti, inciampi, sorrisi, fatiche e conquiste che solo chi lo ha accompagnato può capire fino in fondo. Arrivare agli esami tranquillo, con quella luce negli occhi, con la sua calma e la sua forza, è stato il regalo più grande. Lo guardo e vedo tutto il cammino che ha fatto. Vedo il coraggio, la tenacia, la dolcezza. E sento una gratitudine enorme per chi ha creduto in lui ogni giorno. Il corpo docente tutto, i fantastici educatori (di Fabula) tutte le persone che sono state vicine a Francy ma anche a noi. Un grazie speciale alle prof. Raffaella Salbe, Maria Garramone e Nicoletta Nachira. Oggi festeggiamo questo traguardo. Domani si riparte, verso nuove strade e nuovi sogni.”
Francesco è diventato grande. E anche se il futuro fa un po’ paura a tutti, siamo certi che continuerà a stupire con nuove conquiste. Bravo Francy: sei stato tenace, coraggioso e determinato.
Accessibilità significa trovare il metodo giusto per ciascun alunno
L’esame di terza media è accessibile quando:
- si adatta il metodo, non si chiede allo studente di adattarsi a un modello unico
- si personalizzano strumenti e tempi, perché l’equità non è dare a tutti la stessa cosa, ma ciò di cui ciascuno ha bisogno
- si valorizzano le competenze, non le mancanze
- si costruisce un ambiente prevedibile, chiaro, strutturato, come il modello TEACH insegna
- si lavora in rete, perché nessun ragazzo cresce da solo
Francesco non ha superato un esame: ha attraversato un percorso. E quel percorso è stato possibile perché intorno a lui c’erano adulti capaci di leggere il suo funzionamento, di rispettare i suoi tempi, di credere nelle sue potenzialità.

Il Progetto Capolavoro 2026: una scuola che riconosce il valore di ogni studente
Nel 2026 nelle scuole italiane è stato introdotto il Progetto Capolavoro, un’iniziativa che valorizza il percorso personale di ogni studente, non solo il risultato finale.
Per gli alunni autistici questo significa:
- poter mostrare ciò che sanno fare attraverso modalità alternative
- essere valutati per le loro competenze reali, non per la capacità di aderire a un modello standard
- avere un esame che diventa un momento di espressione, non di stress
- vedere riconosciuto il proprio “capolavoro”: un progetto, un percorso, un talento, una crescita
Il Progetto Capolavoro non è un favore: è un atto di giustizia educativa. È il riconoscimento che ogni studente è unico e che la scuola deve essere capace di raccontare questa unicità.
La forza della rete: scuola, famiglia, professionisti
La storia di Francesco ci ricorda una verità semplice e potente: l’inclusione non è mai il lavoro di una sola persona.
Serve:
- una scuola formata, che conosce le neurodivergenze e sa come accogliere
- docenti preparati, capaci di osservare, ascoltare, adattare
- educatori competenti, che accompagnano senza sostituirsi
- famiglie disponibili, che collaborano e condividono
- professionisti che lavorano insieme, non in parallelo
- un equilibrio sano tra scuola, istruzione e terapie, perché un ragazzo non è un progetto clinico, ma una persona che cresce
Quando questa rete funziona, i risultati si vedono. E Francesco ne è la prova vivente.
Un traguardo che è anche un inizio
Oggi celebriamo Francesco. Domani si riparte, come dice sua mamma, verso nuove strade e nuovi sogni.
E noi, come Fondazione Tra Terra e Luna, continuiamo a lavorare perché ogni ragazzo autistico possa vivere un esame accessibile, rispettoso, umano. Perché ogni studente possa trovare il suo metodo, il suo ritmo, il suo capolavoro.




